Bryce Morrison, Gramphone

Alkan: Concerto per pianoforte solo, Piano Classics 2014

Per Vincenzo Maltempo ci sono pochi dubbi circa la genialità di Alkan. Egli ammette che i suoi lavori, che spaziano dalle forme mastodontiche ed epiche alle miniature, provocano insieme odio e amore, ma prosegue dicendo che considera il Concerto per Pianoforte Solo come uno dei picchi della letteratura pianistica di tutti i tempi.

Nell’ultima serie delle sue registrazioni alkaniane, il suo pianismo brilla di un’espressività più romantica sia di quella di Ronald Smith che di Marc-André Hamelin. I suoi riflessi sono nervosa e rapidi ed egli supera ogni sorta di difficoltà con incredibile facilità e agilità.

 

Bryce Morrison, Gramophone *****

Robert Nemecek, Piano News

Alkan: Concerto per pianoforte solo, Piano Classics 2014

Dal suo debutto con l’Album monografico di due anni fa dedicato ad Alkan per l’etichetta Piano Classic, il pianista Italiano Vincenzo Maltempo viene considerato uno dei più grossi interpreti contemporanei di questo compositore. Ed ora col suo terzo cd dedicato ad Alkan il pianista conferma totalmente la sua fama. Col ”Concerto per piano solo” Maltempo si propone con una delle più strepitose opere di tutta la letteratura pianistica, e va detto che dalla epica registrazione del 1973 di John Hogdon, nessun altro pianista come Maltempo è riuscito a dominare in maniera così meditata e orchestrale, le enormi difficoltà pianistiche. Tant’é che la mezz’ora del primo tempo in nessun caso appare troppo lunga. Nei tre studi op. 39, Maltempo mette la sua tecnica fenomenale al servizio della sua visione poetica in maniera suggestiva. Robert Nemecek

Robert Nemecek

Andrew Clements, The Guardian

Alkan – Le Festin D’Esope, 3 Morceaux Op. 15, Ouverture, Sonatine

PianoClassics 2013

[...] Vincenzo Maltempo continua il suo superbo lavoro, iniziato con la Grande Sonate e la Sinfonia, con un’altra eccezionale antologia alkaniana [...] che include la straordinariamente impegnativa Sonatine insieme agli ultimi due Studi dell’Op. 39, l’Ouverture e le esuberanti variazioni chiamate così per la leggenda greca di Esopo riguardante il banchetto che egli aveva allestito per il suo padrone. Vincenzo Maltempo li esegue entrambi, come pure la straordinaria Sonatine, con una immensa padronanza e tecnica risoluta, proprio ciò che serve! Ma sono i Trois Morceaux ad essere ancora più notevoli. Maltempo nelle sue note di copertina li descrive come il primo frutto significativo della maturità di Alkan. Sia nel sinistro e vorticoso moto perpetuo “Le Vent”, sia nell’ultima marcia funebre, “Morte”, che usa il tema del Dies Irae come cornice arrivando a feroci climax, Maltempo rende significativo ogni effetto.

Elettrizzante e diabolico.

Andrew Clements, The Guardian, 5 stars

Luca Chierici, Classic Voice

Alkan: Concerto per piano Solo, Piano Classics

[…] Maltempo va al di là della visione di Alkan come “ipervirtuoso”, chiave di lettura limitativa di alcuni pianisti come Hamelin, ma allo stesso tempo è dotato di mezzi ragguardevoli per addentrarsi nello spirito affascinante di questa musica sottolineandone anche il versante di azzardo tecnico, che sembra qualitativamente complementare a quello del giovane Liszt. […] Maltempo è assolutamente a suo agio in questo universo a se stante e mi sembra rappresentare oggi uno dei pochi interpreti che possieda la combinazione segreta per svelare tutti i tesori di una produzione così coinvolgente e per nulla artificiosa.

Luca Chierici, Classic Voice, * * * * * (“CD del mese”) Sept. 2013

Pierre Massé, “Pianiste”

Alkan: Concerto per piano Solo, Piano Classics

[…] Il pianista italiano Vincenzo Maltempo possiede una superba leggerezza di tocco, cui si aggiunge un temperamento lirico che non trascura né la magniloquenza buffa né la precisione degli effetti.  Egli sa utilizzare il proprio virtuosismo per farci dimenticare, perfino, qualche capriccio di scrittura; inoltre il pianista stesso pratica l’arte della trascrizione,  e questo lo si capisce dalle sue sonorità colorate e orchestrali.

Pierre Massé, “Pianiste – Magazine” Sept. 2013-09-27

Bertrand Boissard, Diapason

Alkan: Le Festin d’Esope, Sonatine, Trois Morceaux Op. 15

[…] Le opere di Alkan richiedono veramente un pianismo trascendentale, un sangue freddo e un freddezza notevoli di fronte a delle caratteristiche e delle sonorità di una stranezza che rimangono ineguagliabili, sia nella sua epoca sia in quelle a venire.

Il feroce Festin d’Esope che apre il disco di Vincenzo Maltempo, autore di un testo di presentazione del disco di grande ricchezza, si presenta come una serie di variazioni le une più folli delle altre. L’italiano, dalla bravura e precisione veramente notevoli […] ci regala un’esecuzione focosa pur se sempre ben sostenuta. Egli surclassa Raymond Lewenthal (RCA), la cui esecuzione non è sempre chiara e precisa e il cui suono non è certo gradevole, ma anche quella di Ronald Smith (EMI), piuttosto noiosa e con poche sorprese.

Nei Trois Morceux dans le genre pathétique […] Maltempo mette tutta la sua sensibilità, il suo lirismo, la sua chiarezza della concezione formale, il calore dei suoi timbri al servizio di questo ciclo così inquietante.

Con questo disco appassionato, Maltempo conferma il suo posto nella cerchia ristretta degli interpreti d’elezione di Alkan.

Bertrand Boissard, Diapason, Sept. 2013, 5 * * * * *

Rafael Sala, Piano News

Alkan  – Sonate “Les quatre ages” – Symphonie pour piano solo

PianoClassics 2011

“L’interprete non è certamente secondo al compositore: come sono infatti altamente virtuosistiche le composizioni pianistiche di Charles Valentin Alkan, così brillante è il pianista che le affronta, l’italiano Vincenzo Maltempo. Una tecnica stupenda, suoni scolpiti come nel marmo, un’esecuzione coraggiosa e robusta: difficile superare l’intensità raggiunta in un’opera come la Sonata “Les Quatres ages”.”

Rafael Sala, PianoNews

Andrew Clements, The Guardian

Alkan: Grande Sonate Les Quatre Ages; Symphonie

L’iperbolica musica per pianoforte di Alkan è sempre sembrata un qualcosa cui abituare pian piano il palato. Monumentale nella sua portata e ambizione, e sostenuta a gran voce dai suoi estimatori, risulta troppo spesso deludente quando la si suona, con poco da mostrare rispetto all’enorme sforzo virtuosistico che comporta. Ma Vincenzo Maltempo mette insieme due delle opere più note di Alkan, la programmatica Sonata Op. 33, Les Quatre Ages, ed i quattro pezzi dai 12 studi sulle tonalità minore op. 39 che compongono la Sinfonia per pianoforte solo, e che si rivelano come musica di una grande bellezza lirica. Maltempo non tenta di nascondere la natura dei molti passaggi che richiamano altri autori ​​(Chopin è regolarmente invocato e Liszt a volte anticipato, mentre nel primo movimento della Sinfonia lavora su un tema della Fantasia op. 17 di Schumann), e li suona con tale convinzione ed equilibrio da restituirne un pezzo assolutamente unitario. Non batte ciglio di fronte alle formule tecniche più estreme – il diabolico secondo movimento della Sonata, Quasi Faust, viene trionfalmente superato – ed dà libero sfogo alle stranezze e alla potente inventiva di questa musica.

Eccitante, e una vera rivelazione.

Andrew Clements, The Guardian *****

Etienne Moreau, Diapason

Alkan: Grande Sonate Les Quatre Ages; Symphonie

“[...] Vincenzo Maltempo è sicuro, fantasioso e chiaro nel padroneggiarne con intelligenza gli stati d’animo quasi schumanniani e il suo progressivo rallentamento [Grande Sonata Op. 33]. Nella Sinfonia per pianoforte solo, dalla struttura più convenzionale, questo giovane interprete (27 anni quest’anno) trova un tono risoluto ed energico senza sentimentalismi o rigidità, e tende un arco efficace dall’inizio alla fine di questo percorso. Senza filosofare e senza ostentazione egli non esita a soffermarsi sulla bellezza di un tema, di un accordo o di un’armonia, donando alla musica un certo ordine. Dobbiamo tornare alle pionieristiche – e sottovalutate – registrazioni di Ronald Smith (Emi) per ritrovare un approccio così sano e convincente alla musica di Alkan.”

Etienne Moreau, Diapason *****

Robert Nemecek, Piano News

Liszt- Piano werke – Gramola 2008

Oggi, dove tutti cercano di liberare Liszt dal marchio del solo “virtuosismo”, può sembrare quasi una provocazione che un pianista metta proprio le “parafrasi” al centro del suo programma lisztiano. Ma Vincenzo Maltempo [...] sembra non condividere questa opinione. Egli, al contrario, dimostra rispetto e ammirazione per tali opere, restituendo loro grande dignità musicale. Non sentivamo interpretare una “Réminescences de Norma” con così perfetto fraseggio e con un così sensuale “belcanto” da tanto tempo. Anche la “Tarantella di bravura da Auber” non sembra solo un mero numero da circo. Ovviamente “ruggisce e tuona” nell’interpretazione di Maltempo, grazie alla sua straordinaria tecnica pianistica e al suo “caratteristico” Bosendorfer. Ma a differenza di altre interpretazioni questa  teatralità d’effetti è immersa in una ponderata drammaturgia che l’interprete italiano materializza con un infallibile istinto per l’equilibrio e la bellezza di suono.

Nemecek, Piano News *****

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