Husum Festival 2017

[...] In questa trentunesima edizione della straordinaria settimana di Festival sotto la direzione artistica del pianista Peter Froundjian era fra gli altri ospite, per la seconda volta dopo il 2014, il pianista italiano Vincenzo Maltempo, in questa circostanza con un programma dai timbri puramente slavi e tardoromantici.
Nella Märchensonate di Dimitri Blagoy (1958) ha dimostrato dal primo suono i suoi meriti pianistici: tocco ricco e delicato, eccellente pedalizzazione, ribattuti secchi, sfavillanti cascate di velocità, crescendo al fortissimo controllati assieme a bassi ben strutturati e sonori. Degni di nota gli interventi faunesco-ghignanti che Vincenzo Maltempo, quasi con “dita insolentemente aguzze”, mescolava alla virtuosistica azione musicale.
Affiancata alla Sonata in Mi bemolle minore carica di pathos tragico del prematuramente defunto Alexej Stanchinsky e alla Sonata in do diesis minore con forti reminiscenze rachmaninoviane e pregna di esacerbato dolore cosmico di Victor Kosenko, vi era la seconda sonata di Alexander Glazunov, che valicò la frontiera tra la tradizione occidentale e quella slava.
Maltempo ha affrontato l’opera in tre movimenti con intensità penetrante scevra di pesantezze eccessive, ha costruito potenti crescendo con passaggi di ottave mozzafiato e mai chiassosi e allo stesso modo organici e ha compreso il modo di incantare i tasti con elegiaca e cristallina tenerezza.

 

Kieler Nachrichten, 25.08.2017, Detlef Bielefeld