Liszt, Rapsodie Ungheresi, Gramophone

[...] Il 31enne pianista italiano Vincenzo Maltempo si già creato una importante nicchia discografica per una serie di registrazioni di Alkan (per Piano Classics e Toccata Classics), per non parlare di un disco Liszt (Gramola) 2008 con, tra le altre cose, una “Reminiscences de Norma” di straordinaria larghezza e nobiltà. Infatti queste due qualità permeano anche queste Rapsodie ungheresi, che non esito a definire le migliori che abbia mai ascoltato.

Uno degli aspetti più sorprendenti dell’approccio di Maltempo a queste opere è il suo senso infallibile del tempo. Non c’è fretta di concludere: ogni scintillante dettaglio viene snocciolato con comodo, senza alcuna tracce di decadenti compiacimenti. I passaggi lirici, così spesso rovinati dal peso di un rubato fuori luogo, qui parlano con un ardore sincero, donando loro una disarmante, fresca giovinezza. Detto questo, certamente i suoi tempi sono anche flessibili e rubati, quando necessario, lussureggianti. Ma la “colonna vertebrale” ritmica rimane sempre intatta, in modo che la spinta retorica non venga mai persa nei dettagli. Infine, i temuti passaggi in “presto” o “leggero” di Maltempo sono a dir poco perfetti. [...]

 

Patrick Ruckert