Pierre Massé, “Pianiste”

Alkan: Concerto per piano Solo, Piano Classics

[…] Il pianista italiano Vincenzo Maltempo possiede una superba leggerezza di tocco, cui si aggiunge un temperamento lirico che non trascura né la magniloquenza buffa né la precisione degli effetti.  Egli sa utilizzare il proprio virtuosismo per farci dimenticare, perfino, qualche capriccio di scrittura; inoltre il pianista stesso pratica l’arte della trascrizione,  e questo lo si capisce dalle sue sonorità colorate e orchestrali.

Pierre Massé, “Pianiste – Magazine” Sept. 2013-09-27

Bertrand Boissard, Diapason

Alkan: Le Festin d’Esope, Sonatine, Trois Morceaux Op. 15

[…] Le opere di Alkan richiedono veramente un pianismo trascendentale, un sangue freddo e un freddezza notevoli di fronte a delle caratteristiche e delle sonorità di una stranezza che rimangono ineguagliabili, sia nella sua epoca sia in quelle a venire.

Il feroce Festin d’Esope che apre il disco di Vincenzo Maltempo, autore di un testo di presentazione del disco di grande ricchezza, si presenta come una serie di variazioni le une più folli delle altre. L’italiano, dalla bravura e precisione veramente notevoli […] ci regala un’esecuzione focosa pur se sempre ben sostenuta. Egli surclassa Raymond Lewenthal (RCA), la cui esecuzione non è sempre chiara e precisa e il cui suono non è certo gradevole, ma anche quella di Ronald Smith (EMI), piuttosto noiosa e con poche sorprese.

Nei Trois Morceux dans le genre pathétique […] Maltempo mette tutta la sua sensibilità, il suo lirismo, la sua chiarezza della concezione formale, il calore dei suoi timbri al servizio di questo ciclo così inquietante.

Con questo disco appassionato, Maltempo conferma il suo posto nella cerchia ristretta degli interpreti d’elezione di Alkan.

Bertrand Boissard, Diapason, Sept. 2013, 5 * * * * *

Rafael Sala, Piano News

Alkan  – Sonate “Les quatre ages” – Symphonie pour piano solo

PianoClassics 2011

“L’interprete non è certamente secondo al compositore: come sono infatti altamente virtuosistiche le composizioni pianistiche di Charles Valentin Alkan, così brillante è il pianista che le affronta, l’italiano Vincenzo Maltempo. Una tecnica stupenda, suoni scolpiti come nel marmo, un’esecuzione coraggiosa e robusta: difficile superare l’intensità raggiunta in un’opera come la Sonata “Les Quatres ages”.”

Rafael Sala, PianoNews

Andrew Clements, The Guardian

Alkan: Grande Sonate Les Quatre Ages; Symphonie

L’iperbolica musica per pianoforte di Alkan è sempre sembrata un qualcosa cui abituare pian piano il palato. Monumentale nella sua portata e ambizione, e sostenuta a gran voce dai suoi estimatori, risulta troppo spesso deludente quando la si suona, con poco da mostrare rispetto all’enorme sforzo virtuosistico che comporta. Ma Vincenzo Maltempo mette insieme due delle opere più note di Alkan, la programmatica Sonata Op. 33, Les Quatre Ages, ed i quattro pezzi dai 12 studi sulle tonalità minore op. 39 che compongono la Sinfonia per pianoforte solo, e che si rivelano come musica di una grande bellezza lirica. Maltempo non tenta di nascondere la natura dei molti passaggi che richiamano altri autori ​​(Chopin è regolarmente invocato e Liszt a volte anticipato, mentre nel primo movimento della Sinfonia lavora su un tema della Fantasia op. 17 di Schumann), e li suona con tale convinzione ed equilibrio da restituirne un pezzo assolutamente unitario. Non batte ciglio di fronte alle formule tecniche più estreme – il diabolico secondo movimento della Sonata, Quasi Faust, viene trionfalmente superato – ed dà libero sfogo alle stranezze e alla potente inventiva di questa musica.

Eccitante, e una vera rivelazione.

Andrew Clements, The Guardian *****

Etienne Moreau, Diapason

Alkan: Grande Sonate Les Quatre Ages; Symphonie

“[...] Vincenzo Maltempo è sicuro, fantasioso e chiaro nel padroneggiarne con intelligenza gli stati d’animo quasi schumanniani e il suo progressivo rallentamento [Grande Sonata Op. 33]. Nella Sinfonia per pianoforte solo, dalla struttura più convenzionale, questo giovane interprete (27 anni quest’anno) trova un tono risoluto ed energico senza sentimentalismi o rigidità, e tende un arco efficace dall’inizio alla fine di questo percorso. Senza filosofare e senza ostentazione egli non esita a soffermarsi sulla bellezza di un tema, di un accordo o di un’armonia, donando alla musica un certo ordine. Dobbiamo tornare alle pionieristiche – e sottovalutate – registrazioni di Ronald Smith (Emi) per ritrovare un approccio così sano e convincente alla musica di Alkan.”

Etienne Moreau, Diapason *****

Robert Nemecek, Piano News

Liszt- Piano werke – Gramola 2008

Oggi, dove tutti cercano di liberare Liszt dal marchio del solo “virtuosismo”, può sembrare quasi una provocazione che un pianista metta proprio le “parafrasi” al centro del suo programma lisztiano. Ma Vincenzo Maltempo [...] sembra non condividere questa opinione. Egli, al contrario, dimostra rispetto e ammirazione per tali opere, restituendo loro grande dignità musicale. Non sentivamo interpretare una “Réminescences de Norma” con così perfetto fraseggio e con un così sensuale “belcanto” da tanto tempo. Anche la “Tarantella di bravura da Auber” non sembra solo un mero numero da circo. Ovviamente “ruggisce e tuona” nell’interpretazione di Maltempo, grazie alla sua straordinaria tecnica pianistica e al suo “caratteristico” Bosendorfer. Ma a differenza di altre interpretazioni questa  teatralità d’effetti è immersa in una ponderata drammaturgia che l’interprete italiano materializza con un infallibile istinto per l’equilibrio e la bellezza di suono.

Nemecek, Piano News *****

Liszt- Piano werke – Gramola 2008

[...] Ciò che più colpisce in questo CD con opere e parafrasi di Liszt è la sicurezza con la quale il pianista italiano Vincenzo Maltempo, classe 1985, approccia brani famosi mettendone in evidenza e in primo piano la musicalità. Convincente e intelligente la scelta del programma che coniuga abilmente brani noti ad altri meno famosi. L’interpretazione brillante e impeccabile testimonia del virtuosismo di Maltempo al quale – come detto – interessa però primariamente la sostanza della musica.

Pizzicato *****

Giorgio Pestelli

Liszt- Piano werke – Gramola 2008

[...] Un pianista di sicurissima costituzione tecnica, attestata dalle stesse scelte non velleitarie… l’interprete più che entrare nel cuore della poetica lisztiana preferisce osservarla a distanza, lavorare di cesello operando con strumenti affilatissimi.

Giorgio Pestelli, Classic Voice

Lorenzo Arruga – Premio Venezia 2006

…Così ha vinto un ragazzo di 21 anni, un tipo dall’aria fra l’artista e lo scienziato, non alto, papillon e capelli dall’onda lunga, Vincenzo Maltempo [...]. Ho ascoltato la semifinale [...] e nel doveroso segreto ho fatto il tifo: Mal-tem-po-mal-tem-po! Ha un atteggiamento affettuoso per gli autori e la musica, un tocco caldo, un fraseggio libero quanto basta per parlare musicalmente a tu per tu col pubblico; quasi un poco all’antica, ma senza enfasi e a suo agio tanto in Chopin quanto negli Impressionisti. Da adottare subito.

Lorenzo Arruga, Il Giornale

Marcello Filotei, L’Osservatore Romano

[...] E in questo clima domestico succede anche che, dopo cena, poco prima della mezzanotte, il late night concert si riveli meno soporifero di quanto ci si potesse attendere. I più freddolosi resistono grazie alle copertine di lana e ci si aspetterebbe che fuggano dopo l’ultimo accordo, visto che sono lì dalle sei del pomeriggio e hanno ascoltato dalla contemporanea al Barocco. Invece no, chiedono il bis. E la chiave di tutto sono ancora le trascrizioni, per pianoforte, rarissime. Vincenzo Maltempo, infatti, oltre ad avere una tecnica eccezionale, si diletta nella ricerca di spartiti improbabili. In questo caso propone variazioni di Czerny su un tema di Schubert e per chiudere una trascrizione per pianoforte del primo movimento del Concerto per pianoforte e orchestra numero 3 di Beethoven. Il temerario che l’ha scritta, la trascrizione, è un francese dell’Ottocento, Alkan, il fenomeno che ha affrontato un pezzo veramente difficile è appunto Maltempo: fraseggio elegante, virtuosismo mai ostentato, padronanza della forma e senso musicale, soprattutto nel distinguere dall’inizio alla fine la parte che derivava dall’orchestra da quella che proveniva dal pianoforte. Tutto solo con il tocco. Appuntatevi il nome signori, è nato un pianista.

Marcello Filotei, L’Osservatore Romano

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