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Bryce Morrison, Gramphone

Per Vincenzo Maltempo ci sono pochi dubbi circa la genialità di Alkan. Egli stesso ammette che i suoi lavori, che spaziano dalle forme mastodontiche ed epiche alle miniature, sono capaci di suscitare insieme amore e odio, ma prosegue dicendo che considera il Concerto per Pianoforte Solo come uno dei picchi della letteratura pianistica di tutti i tempi.

Nell’ultima serie delle sue registrazioni alkaniane, il suo pianismo brilla di un’espressività più romantica sia di quella di Ronald Smith che di Marc-André Hamelin. I suoi riflessi sono nervosi e rapidi ed egli supera ogni sorta di difficoltà con incredibile facilità e agilità.

La cruda preferenza di Alkan per il tempo rigoroso è sostituita qui da qualcosa di più impulsivo ed il suo argenteo del suo Yamaha gli permette di raggiungere un virtuosismo sconosciuti ai comuni mortali, intimiditi dal mondo ermetico del compositore, che è quello di un vero misantropo.

"Comme Ie vent", viene superato come fosse un gioco da ragazzi, e in "En rythme molossique" il tempo misurato di Maltempo è totalmente in linea con il suo ritmo pungente e incessante. Goethe potrebbe aver creduto che nelle piccole cose risieda la vera bellezza, ma per Akan è vero il contrario (nonostante le sue miniature).

 

Bryce Morrison, Gramophone *****

Robert Nemecek, Piano News

 

Alkan: Concerto per pianoforte solo, Piano Classics 2014

Dal suo debutto con l'Album monografico di due anni fa dedicato ad Alkan per l'etichetta Piano Classic, il pianista Italiano Vincenzo Maltempo viene considerato uno dei più grossi interpreti contemporanei di questo compositore. Ed ora col suo terzo cd dedicato ad Alkan il pianista conferma totalmente la sua fama. Col ''Concerto per piano solo'' Maltempo si propone con una delle più strepitose opere di tutta la letteratura pianistica, e va detto che dalla epica registrazione del 1973 di John Hogdon, nessun altro pianista come Maltempo è riuscito a dominare in maniera così meditata e orchestrale, le enormi difficoltà pianistiche. Tant'é che la mezz'ora del primo tempo in nessun caso appare troppo lunga. Nei tre studi op. 39, Maltempo mette la sua tecnica fenomenale al servizio della sua visione poetica in maniera suggestiva. 

Andrew Clements, The Guardian

[...] Vincenzo Maltempo continua il suo superbo lavoro, iniziato con la Grande Sonate e la Sinfonia, con un’altra eccezionale antologia alkaniana [...] che include la straordinariamente impegnativa Sonatine insieme agli ultimi due Studi dell’Op. 39, l’Ouverture e le esuberanti variazioni chiamate così per la leggenda greca di Esopo riguardante il banchetto che egli aveva allestito per il suo padrone. Vincenzo Maltempo li esegue entrambi, come pure la straordinaria Sonatine, con una immensa padronanza e tecnica risoluta, proprio ciò che serve! Ma sono i Trois Morceaux ad essere ancora più notevoli. Maltempo nelle sue note di copertina li descrive come il primo frutto significativo della maturità di Alkan. Sia nel sinistro e vorticoso moto perpetuo “Le Vent”, sia nell’ultima marcia funebre, “Morte”, che usa il tema del Dies Irae come cornice arrivando a feroci climax, Maltempo rende significativo ogni effetto.

Elettrizzante e diabolico.

Luca Chierici, Classic Voice

 

Alkan: Concerto per piano Solo, Piano Classics

 

[…] Maltempo va al di là della visione di Alkan come “ipervirtuoso”, chiave di lettura limitativa di alcuni pianisti come Hamelin, ma allo stesso tempo è dotato di mezzi ragguardevoli per addentrarsi nello spirito affascinante di questa musica sottolineandone anche il versante di azzardo tecnico, che sembra qualitativamente complementare a quello del giovane Liszt. […] Maltempo è assolutamente a suo agio in questo universo a se stante e mi sembra rappresentare oggi uno dei pochi interpreti che possieda la combinazione segreta per svelare tutti i tesori di una produzione così coinvolgente e per nulla artificiosa.

Luca Chierici, Classic Voice, * * * * * (“CD del mese”) Sept. 2013

Bryce Morrison, Gramophone

 

For Vincenzo Maltempo there are few reservations regarding Alkan's genius.

He admits that Alkan's works, which range from the epic and monstruos to the miniatures provoke both hate and Iove, but goes on to refer to the Concerto for solo piano as one of the peaks of the piano literature of all time.

In the last in a series of Alkan recitals, his playing flashes with summer lightning and a freer, more expressiv romantic leeway than either Ronald Smith (who he praises en passant - EMI, l/70) and Marc-André Hamelin (who he oddly ignores Hyperion, A/07). His reflexes are nervy and rapid and he dispatches every outlandish difficulty with an astonishing ease and fleerness.

Alkan's cruel demind for strict tempo is replaced by something more impulsive and his silvery-tone Yamaha allows him feats of virtuosity unknown to lesser mortals, intimidated by the composer's hermetic world, that of a true misanthrope.

'Comme Ie vent', is reeled off like so much child's play but in "En rythme molossique', Maltempo's measured tempo is totally in keeping with its pungent and insistent rhythm. Goethe may have believed that small is beautiful but for Akan the reverse is true (despite his miniatures) - and in some way sardonic curse suggested by Maltempo's dazzling and idiosyncratic performances, finely recorded and presented by piano Classics.

 

Bryce Morrison, Gramophone *****

Robert Nemecek, Piano News

 

Alkan: Concerto for solo Piano, Piano Classics 2014

Since his debut two years ago with a monographic album devoted to Alkan for the label Piano Classic, the Italian pianist Vincenzo Maltempo is considered one of the greatest contemporary interpreters of this composer. And now with his third CD dedicated to Alkan fully confirms his reputation. With the ''Concerto for solo piano'' Maltempo proposes one of the most amazing works of the entire piano literature, and it must be said that since the epic 1973 recording of John Hogdon, no other pianist as Maltempo has managed to dominate in a so well thought-out and orchestral way, its enormous difficulties. So much so that the first half hour of the first movement in any case is too long. In the three other Etudes Op. 39 Maltempo puts his phenomenal technique at the service of his poetic vision in a suggestive manner.

Andrew Clements, The Guardian

[...] Vincenzo Maltempo follows his superb accounts of Alkan's Symphonie and Grande Sonate last year with another exceptional collection [...] that includes the ferociously challenging Sonatine, alongside the last two of the set of 12 Grandes Etudes Op 39, the Ouverture, and the wildly exuberant set of variations named after the story from Greek legend about the banquet that Aesop put on for his master. Maltempo delivers them both, as well as the extraordinary Sonatine, with the kind of larger-than-life swagger and unflinching technique they need, but it's the Trois Morceaux dans le Genre Pathétique Op 15, which Maltempo's own sleeve notes describe as the first significant product of Alkan's maturity, that are even more remarkable. Whether in the sinister, whirling moto perpetuo of the second Le Vent, or the funeral march of the last, Morte, which uses the Dies Irae as a frame and builds to a ferocious climax, Maltempo makes every effect count. Thrillingly demonic.

Luca Chierici, Classic Voice

 

Alkan: Concerto per piano Solo, Piano Classics

 

[…] Maltempo goes beyond the vision of Alkan as "hypervirtuoso", limiting point of view of some pianists like Hamelin, but at the same time he has remarkable means to penetrate into the spirit of this fascinating music also underlined its technical side of gambling, which seems qualitatively complementary to that of the young Liszt. [...] Maltempo is absolutely at home in this universe in itself and he seems to represent today one of the very few performers who possesses the secret combination to unlock all the treasures of a production so engaging and not at all artificial.

Luca Chierici, Classic Voice, * * * * * (“CD of the month”) Sept. 2013

Pierre Massé, “Pianiste”

 

Alkan: Concerto per piano Solo, Piano Classics

 

[…] Il pianista italiano Vincenzo Maltempo possiede una superba leggerezza di tocco, cui si aggiunge un temperamento lirico che non trascura né la magniloquenza buffa né la precisione degli effetti. Egli sa utilizzare il proprio virtuosismo per farci dimenticare, perfino, qualche capriccio di scrittura; inoltre il pianista stesso pratica l’arte della trascrizione, e questo lo si capisce dalle sue sonorità colorate e orchestrali.

Pierre Massé, “Pianiste – Magazine” Sept. 2013-09-27

Pierre Massé, “Pianiste”

 

Alkan: Concerto per piano solo, Piano Classics

[…] The Italian pianist Vincenzo Maltempo has a superb lightness of touch, which adds a lyrical temperament that does not neglect neither funny magniloquence nor the accurate effects. He knows how to use his virtuosity to make us forget, even, some whim of writing; the pianist himself practices the art of transcription, and this can be understood from its colorful and orchestral sounds.

Pierre Massé, “Pianiste – Magazine” Sept. 2013-09-27

Bertrand Boissard, Diapason

 

Alkan: Le Festin d’Esope, Sonatine, Trois Morceaux Op. 15

 

[…] Le opere di Alkan richiedono veramente un pianismo trascendentale, un sangue freddo e un freddezza notevoli di fronte a delle caratteristiche e delle sonorità di una stranezza che rimangono ineguagliabili, sia nella sua epoca sia in quelle a venire.

Il feroce Festin d’Esope che apre il disco di Vincenzo Maltempo, autore di un testo di presentazione del disco di grande ricchezza, si presenta come una serie di variazioni le une più folli delle altre. L’italiano, dalla bravura e precisione veramente notevoli […] ci regala un’esecuzione focosa pur se sempre ben sostenuta. Egli surclassa Raymond Lewenthal (RCA), la cui esecuzione non è sempre chiara e precisa e il cui suono non è certo gradevole, ma anche quella di Ronald Smith (EMI), piuttosto noiosa e con poche sorprese.

Nei Trois Morceux dans le genre pathétique […] Maltempo mette tutta la sua sensibilità, il suo lirismo, la sua chiarezza della concezione formale, il calore dei suoi timbri al servizio di questo ciclo così inquietante.

Con questo disco appassionato, Maltempo conferma il suo posto nella cerchia ristretta degli interpreti d’elezione di Alkan.

Bertrand Boissard, Diapason, Sett. 2013, 5 * * * * *

Bertrand Boissard, Diapason

 

Alkan: Le Festin d’Esope, Sonatine, Trois Morceaux Op. 15

 

[…] The works of Alkan require a truly transcendental pianism, a cool head and a remarkable coolness in front of the features and sounds of an oddity that remain unsurpassed, both in his time and in those to come.

The fierce Festin Esope which opens the CD of Vincenzo Maltempo, author of a text of great richness, is presented as a series of variations each most insane than the others. The Italian pianist, whose skills and precision are truly remarkable [...], gives us a fiery execution always well substained. He outclasses Raymond Lewenthal (RCA), who is not always clear and precise and whose sound is quite unappealing, but also that of Ronald Smith (EMI), rather dull and without follies. […]

In the Trois Morceux dans le genre pathétique [...] Maltempo puts all his sensitivity, his lyricism, his clarity of formal conception, the warmth of its marks in the service of this disturbing cycle. […]

With this passionate record Maltempo confirms his place in the restricted circle of Alkan’s best performers.

Bertrand Boissard, Diapason, Sept. 2013, 5 * * * * *

Rafael Sala, Piano News

 

Alkan - Sonate "Les quatre ages" - Symphonie pour piano solo

PianoClassics 2011

 

"L’interprete non è certamente secondo al compositore: come sono infatti altamente virtuosistiche le composizioni pianistiche di Charles Valentin Alkan, così brillante è il pianista che le affronta, l'italiano Vincenzo Maltempo. Una tecnica stupenda, suoni scolpiti come nel marmo, un’esecuzione coraggiosa e robusta: difficile superare l’intensità raggiunta in un’opera come la Sonata “Les Quatres ages”."

Andrew Clements, The Guardian

 

Alkan: Grande Sonate Les Quatre Ages; Symphonie

 

L’iperbolica musica per pianoforte di Alkan è sempre sembrata un qualcosa cui abituare pian piano il palato. Monumentale nella sua portata e ambizione, e sostenuta a gran voce dai suoi estimatori, risulta troppo spesso deludente quando la si suona, con poco da mostrare rispetto all'enorme sforzo virtuosistico che comporta. Ma Vincenzo Maltempo mette insieme due delle opere più note di Alkan, la programmatica Sonata Op. 33, Les Quatre Ages, ed i quattro pezzi dai 12 studi sulle tonalità minore op. 39 che compongono la Sinfonia per pianoforte solo, e che si rivelano come musica di una grande bellezza lirica. Maltempo non tenta di nascondere la natura dei molti passaggi che richiamano altri autori ​​(Chopin è regolarmente invocato e Liszt a volte anticipato, mentre nel primo movimento della Sinfonia lavora su un tema della Fantasia op. 17 di Schumann), e li suona con tale convinzione ed equilibrio da restituirne un pezzo assolutamente unitario. Non batte ciglio di fronte alle formule tecniche più estreme - il diabolico secondo movimento della Sonata, Quasi Faust, viene trionfalmente superato - ed dà libero sfogo alle stranezze e alla potente inventiva di questa musica.

Eccitante, e una vera rivelazione.

Rafael Sala, Piano News

 

Alkan - Sonate "Les quatre ages" - Symphonie pour piano solo

PianoClassics 2011

 

"The interpreter is certainly not second to the composer: as piano compositions by Charles Valentin Alkan are in fact highly virtuosic, so bright is the pianist who faces them, the Italian Vincenzo Maltempo. A wonderful technique, sounds like carved in marble, a courageous and strong execution: difficult to overcome the intensity reached in a work like the Sonata "Les Quatres ages".

Andrew Clements, The Guardian

Alkan: Grande Sonate Les Quatre Ages; Symphonie

 

Alkan's hyperbolic piano music has always seemed an acquired taste. Monumental in its scale and ambition, and vociferously championed by its supporters, it's too often disappointing in performance, with little to show for the huge virtuoso effort involved in playing it. But Vincenzo Maltempo pairs two of Alkan's best-known works, the programmatic Op 33 Sonata, Les Quatre Ages, and the four pieces from the 12 Studies in the Minor Keys Op 39 that make up his solo-piano Symphony, and reveals them as music of great lyrical beauty. Maltempo does not attempt to disguise the more derivative passages (Chopin is regularly invoked and Liszt sometimes anticipated, while the first movement of the Symphony worries away at a theme from Schumann's Op 17 Fantasy), he plays them all with such conviction and poise that the music seems totally of a piece. There's no flinching from the most extreme technical demands – the fiendish second movement of the Sonata, Quasi Faust, is triumphantly negotiated – and the sheer strangeness and power of the invention is given free rein. Exhilarating, and a real revelation.

Etienne Moreau, Diapason

 

"[...] Vincenzo Maltempo è sicuro, fantasioso e chiaro nel padroneggiarne con intelligenza gli stati d'animo quasi schumanniani e il suo progressivo rallentamento [Grande Sonata Op. 33]. Nella Sinfonia per pianoforte solo, dalla struttura più convenzionale, questo giovane interprete (27 anni quest'anno) trova un tono risoluto ed energico senza sentimentalismi o rigidità, e tende un arco efficace dall’inizio alla fine di questo percorso. Senza filosofare e senza ostentazione egli non esita a soffermarsi sulla bellezza di un tema, di un accordo o di un’armonia, donando alla musica un certo ordine. Dobbiamo tornare alle pionieristiche – e sottovalutate – registrazioni di Ronald Smith (Emi) per ritrovare un approccio così sano e convincente alla musica di Alkan."

Robert Nemecek, Piano News

Oggi, dove tutti cercano di liberare Liszt dal marchio del solo "virtuosismo", può sembrare quasi una provocazione che un pianista metta proprio le "parafrasi" al centro del suo programma lisztiano. Ma Vincenzo Maltempo [...] sembra non condividere questa opinione. Egli, al contrario, dimostra rispetto e ammirazione per tali opere, restituendo loro grande dignità musicale. Non sentivamo interpretare una "Réminescences de Norma" con così perfetto fraseggio e con un così sensuale "belcanto" da tanto tempo. Anche la "Tarantella di bravura da Auber" non sembra solo un mero numero da circo. Ovviamente "ruggisce e tuona" nell'interpretazione di Maltempo, grazie alla sua straordinaria tecnica pianistica e al suo "caratteristico" Bosendorfer. Ma a differenza di altre interpretazioni questa teatralità d'effetti è immersa in una ponderata drammaturgia che l'interprete italiano materializza con un infallibile istinto per l'equilibrio e la bellezza di suono.

Liszt- Piano werke - Gramola 2008

 

[...] Ciò che più colpisce in questo CD con opere e parafrasi di Liszt è la sicurezza con la quale il pianista italiano Vincenzo Maltempo, classe 1985, approccia brani famosi mettendone in evidenza e in primo piano la musicalità. Convincente e intelligente la scelta del programma che coniuga abilmente brani noti ad altri meno famosi. L'interpretazione brillante e impeccabile testimonia del virtuosismo di Maltempo al quale – come detto – interessa però primariamente la sostanza della musica.

"Pizzicato"

Giorgio Pestelli, Classic Voice

 

Liszt- Piano werke - Gramola 2008

 

Un pianista di sicurissima costituzione tecnica, attestata dalle stesse scelte non velleitarie [...] L'interprete più che entrare nel cuore della poetica lisztiana preferisce osservarla a distanza, lavorare di cesello operando con strumenti affilatissimi.

Lorenzo Arruga - Premio Venezia 2006

"...Così ha vinto un ragazzo di 21 anni, un tipo dall’aria fra l’artista e lo scienziato, non alto, papillon e capelli dall’onda lunga, Vincenzo Maltempo [...]. Ho ascoltato la semifinale [...] e nel doveroso segreto ho fatto il tifo: Mal-tem-po-mal-tem-po! Ha un atteggiamento affettuoso per gli autori e la musica, un tocco caldo, un fraseggio libero quanto basta per parlare musicalmente a tu per tu col pubblico; quasi un poco all’antica, ma senza enfasi e a suo agio tanto in Chopin quanto negli Impressionisti. Da adottare subito."

Lucca, Festival "Col Legno"

 

[...] E in questo clima domestico succede anche che, dopo cena, poco prima della mezzanotte, il late night concert si riveli meno soporifero di quanto ci si potesse attendere. I più freddolosi resistono grazie alle copertine di lana e ci si aspetterebbe che fuggano dopo l’ultimo accordo, visto che sono lì dalle sei del pomeriggio e hanno ascoltato dalla contemporanea al Barocco. Invece no, chiedono il bis. E la chiave di tutto sono ancora le trascrizioni, per pianoforte, rarissime. Vincenzo Maltempo, infatti, oltre ad avere una tecnica eccezionale, si diletta nella ricerca di spartiti improbabili. In questo caso propone variazioni di Czerny su un tema di Schubert e per chiudere una trascrizione per pianoforte del primo movimento del Concerto per pianoforte e orchestra numero 3 di Beethoven. Il temerario che l’ha scritta, la trascrizione, è un francese dell’Ottocento, Alkan, il fenomeno che ha affrontato un pezzo veramente difficile è appunto Maltempo: fraseggio elegante, virtuosismo mai ostentato, padronanza della forma e senso musicale, soprattutto nel distinguere dall’inizio alla fine la parte che derivava dall’orchestra da quella che proveniva dal pianoforte. Tutto solo con il tocco. Appuntatevi il nome signori, è nato un pianista.

Marcello Filotei, L’Osservatore Romano

Teatro Lirico di Cagliari

[...] Maltempo mette in piedi una vera e propria sfida: «Polonaise n.1 in do minore», «Rapsodia ungherese n.13 in la minore», «Rapsodia spagnola: Folies d’Espagne et Jota aragonesa», «Années de pèlerinage. Deuxième Année. Sonetto 123 del Petrarca: Tarantella di bravura». A molti esecutori verrebbero vertigini solo a menzionare un siffatto programma. A Maltempo invece tutto sembra venire con estrema facilità, [...] con un virtuosismo “trascendentale” che non trascura neppure una singola nota. Scava con puntiglio la densità torrenziale della scrittura lisztiana, arrivando ad una chiarezza che ne spolpa gli eccessi. Brillante, nitido, scrupoloso nella pedalizzazione, rimane consapevole in ogni dettaglio anche laddove il barocchismo romantico di Liszt si fa più nervoso e magmatico. Un prodigio da tener presente.

Gabriele Balloi, La nuova Sardegna

Etienne Moreau, Diapason

"[...] Vincenzo Maltempo is definite, imaginative and clear in mastering with intelligence moods almost Schumannian and its gradual slowdown [Grand Sonata Op 33]. In Symphony for solo piano, from the more conventional structure, this young performer (27 years old this year) find a resolute and energetic tone without sentimentality or stiffness, and tends an effective arc from the beginning to the end of this path. Without philosophizing and unostentatiously he does not hesitate to dwell on the beauty of a theme, an agreement or harmony, giving the music a certain order. We must return to the pioneering - and undervalued - recordings of Ronald Smith (EMI) to find an approach so healthy and convincing to the music of Alkan."

Robert Nemecek, Piano News

Today, where everyone is trying to rid Liszt from the stigma of only "virtuosity", it may seem almost a provocation that a pianist just put the "paraphrase" at the heart of his Liszt program. But Vincenzo Maltempo [...] does not seem to share this view. He, on the contrary, shows respect and admiration for these works, restoring their dignity music. We did not hear an interpretation of "Réminescences de Norma" with so perfect phrasing and with such a sensual "bel canto" for a long time. Even the "Tarantella di bravura from Auber" does not seem just a mere circus number. Of course, it "roars and thunders" in Maltempo's interpretation, thanks to his extraordinary piano technique and his "characteristic" Bosendorfer. But unlike other interpretations this theatrical effects is immersed in a thoughtful drama that the Italian interpreter materializes with an unerring instinct for balance and beauty of sound.

 

Liszt- Piano werke - Gramola 2008

[...] What is most striking in this CD with works and paraphrases by Liszt is the confidence with which the Italian pianist Vincenzo Maltempo, born in 1985, approaches famous works highlighting foreground the musicality. Convincing and intelligent the selection of the program that combines with clever well known tracks to other less famous. The brilliant and impeccable interpretation demonstrate the virtuosity of Maltempo, who is - as mentioned - primarily interested to the substance of the music.

 

"Pizzicato"

Giorgio Pestelli

 

Liszt- Piano werke - Gramola 2008

 

A pianist of unfailing technical constitution, certified by the same fanciful choices [...] The interpreter rather than get into the heart of the poetic of Liszt prefers to observe it from a distance working with chisel and operating with the sharpest instruments.

Lorenzo Arruga – Premio Venezia 2006

So ... has won a 21 year old guy, a guy from the air between the artist and the scientist, not tall, bow tie and long hair: Vincenzo Maltempo [...]. I listened to the semifinals [...] and in the required secret I cheered: Mal-tem-po, Mal-tem-po! He has a loving attitude for authors and music, a warm touch, phrasing free enough to speak musically face to face with the public, and almost a little old-fashioned, but without emphasis and at ease as much as in Chopin in the Impressionists. To be adopted immediately.

Lucca, Festival "Col Legno"

[...] And it also may happen, in this homelike atmosphere, that after dinner, just before midnight, the Late night concert is less soporific than could be expected. The most chilly resist thanks to covers of wool and would be expected to flee after the last chord, since they are there from 6 p.m. listening to Baroque to contemporary music. But no, they ask for an encore. And the key to it all is still the transcriptions for piano, very rare. Vincenzo Maltempo, in addition to having an exceptional technique, delights in finding unlikely scores... In this case he offers Czerny variations on a theme of Schubert and a piano transcription of the first movement of the Concerto for Piano and Orchestra No. 3 by Beethoven. The daredevil who wrote the transcription is a nineteenth century French composer, Alkan; the phenomenon that has faced a very difficult piece is precisely Maltempo: elegant phrasing, never ostentatious virtuosity, mastery of form and musical sense, especially in distinguishing from start to the end the part that stemmed from the orchestra from that coming from the piano. All alone with the touch. Jot this name gentlemen, a pianist is born!

Marcello Filotei, L’Osservatore Romano

Teatro Lirico, Cagliari

[...] "Maltempo sets up a real challenge: "Polonaise No.1 in C minor," "Hungarian Rhapsody # 13 in A minor," "Spanish Rhapsody: Folies d'Espagne et Jota aragonesa','Années de pèlerinage. Deuxième Année. Sonnet 123 of Petrarch", "Tarantella di Bravura from Auber". Many performers would be dizzy just to mention such a program. To Maltempo instead everything seems to come easily, [...] with a virtuosity "transcendental" that does not neglect even a single note. He digs with pique the torrential density of Liszt's writing, reaching a clarity that depleted excesses. Bright, crisp, thorough in pedaling, remains aware of every detail even where the "romantic baroquism" of Liszt becomes more nervous and magmatic. A prodigy to keep in mind."

Gabriele Balloi, La nuova Sardegna